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Induration Pensi Plastica - cause, sintomi, terapie e quando operarsi - Dr. Castellucci Urologo

Induratio Penis Plastica (La Peyronie): quando operarsi

L’Induratio Penis Plastica (IPP), o malattia di La Peyronie, è una condizione benigna caratterizzata dalla formazione di una placca fibrosa sulla tunica albuginea del pene. Può determinare curvatura, dolore in erezione e, in alcuni casi, disfunzione erettile, con impatto sulla qualità di vita e sulla serenità della coppia. Riconoscerla presto è fondamentale, perché la scelta del trattamento cambia tra fase acuta e fase stabile. In questa guida spieghiamo come si manifesta, come si diagnostica, quali sono le opzioni conservative (trazione, vacuum, onde d’urto, infiltrazioni) e quando valutare la chirurgia. Se noti dolore, noduli o incurvamento, parla con lo specialista: un piano personalizzato può fare la differenza.

Che cos’è l’Induratio Penis Plastica (La Peyronie)

L’IPP è una fibrosi localizzata della tunica albuginea che porta alla formazione di placche (talvolta calcifiche), responsabili di incurvamento del pene durante l’erezione. I sintomi più comuni sono:

  • Dolore in erezione (specie nella fase iniziale);

  • Curvatura o deformità (anche “a clessidra” o con restringimenti);

  • Accorciamento percepito;

  • Disfunzione erettile associata, in una quota di pazienti.

Per un quadro completo sul percorso di cura puoi consultare la pagina dedicata sul sito:
Induratio Penis Plastica – trattamento

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Sintomi e segni: come riconoscerla

La malattia può esordire con dolore in erezione e un nodulo palpabile lungo l’asta. Nel tempo il dolore tende a ridursi, mentre la curvatura diventa più evidente. Se compaiono difficoltà di rigidità o mantenimento dell’erezione, potrebbe coesistere una disfunzione erettile che va valutata e trattata.

Approfondisci nella guida sulla disfunzione erettile.

Fasi della malattia: acuta vs cronica (stabile)

  • Fase acuta/infiammatoria: dolore variabile, curvatura che può cambiare di settimana in settimana; la placca è spesso “morbida” e in evoluzione.

  • Fase cronica/stabile: il dolore tende a scomparire o a ridursi nettamente; la deformità si stabilizza (di solito dopo 6–12 mesi).

Questa distinzione guida le scelte terapeutiche: in fase acuta l’obiettivo è controllare dolore e limitare la progressione; in fase stabile si ragiona su rimodellamento o correzione chirurgica se necessario.

Diagnosi: cosa valuta lo specialista

La diagnosi è clinica e si completa con esami mirati:

  • Anamnesi (comparsa dei sintomi, evoluzione, impatto sul rapporto sessuale);

  • Esame obiettivo con palpazione della placca;

  • Ecografia peniena (eventualmente dinamica) per valutare dimensione, calcificazioni e vascolarizzazione;

  • Documentazione fotografica domestica dell’erezione (con righello) per misurare angolo e direzione della curvatura, utile a scegliere la terapia.

Per arrivare preparati alla visita consulta anche la mia guida su: Come prepararsi per la prima visita urologica.

Terapie non chirurgiche: cosa funziona davvero (e cosa no)

L’obiettivo dei trattamenti conservativi è ridurre il dolore, limitare la progressione e migliorare la funzione. È essenziale un percorso personalizzato in base a fase, entità della curvatura e funzione erettile.

Dispositivi di trazione peniena

I dispositivi di trazione possono favorire un rimodellamento graduale e contribuire a preservare la lunghezza. Funzionano se usati con aderenza (minuti/ore al giorno, per più mesi). Sono indicati in pazienti motivati, spesso in combinazione con altre terapie conservative.

Vacuum Erection Device (VED)

Il vacuum aumenta l’ossigenazione e aiuta a mantenere elasticità tissutale. Può migliorare comfort e funzione, soprattutto se associato a trazione o ad altre strategie non invasive.

Onde d’urto a bassa intensità

Nell’IPP hanno un ruolo prevalentemente sintomatico sul dolore; non “sciolgono” la placca. In quadri selezionati, possono essere parte di un piano multimodale. Puoi approfondisci in questo articolo dedicato: Onde d’urto per DE e IPP.

Infiltrazioni intraplacca

Le iniezioni intraplacca (ad es. collagenasi o acido ialuronico) possono essere considerate in pazienti selezionati per ridurre la curvatura e migliorare la funzione, specie in deformità non complesse. La scelta dipende da fase, sede e tipo di placca, nonché da aspettative realistiche e aderenza al protocollo.

Cosa evitare

  • Vitamina E e tamoxifene come unico trattamento non hanno mostrato efficacia nel ridurre la curvatura.

  • Steroidi intralesionali sono generalmente sconsigliati per i possibili effetti collaterali locali.

Parlane sempre con lo specialista: l’automedicazione o i “rimedi fai-da-te” rischiano di ritardare cure efficaci (se non complicare la situazione).

Chirurgia: quando è indicata e quali tecniche

La chirurgia si considera in fase stabile, quando:

  • la curvatura è importante (es. oltre 60–70°) o la deformità (clessidra/restringimenti) impedisce il rapporto;

  • coesiste disfunzione erettile non responsiva alle terapie;

  • c’è forte impatto sulla qualità di vita nonostante i trattamenti conservativi.

Le tecniche principali:

  • Plicatura (accorciamento del lato convesso): indicata per curvature moderate con buona rigidità.

  • Incisione/escissione della placca con innesto: per deformità più importanti o complesse, con obiettivo di riequilibrare senza eccessivo accorciamento.

  • Protesi peniena: nei casi con disfunzione erettile severa e curvatura associata; consente correzione e recupero della funzione penetrativa.

La decisione è condivisa, basata su anatomia, aspettative e profilo di rischio del paziente.

FAQ – Induratio Penis Plastica

Può stabilizzarsi; la completa scomparsa è rara. Intervenire presto aiuta a controllare il dolore, preservare la lunghezza e ridurre l’evoluzione della curvatura.

Possono contribuire a ridurre moderatamente la curvatura e mantenere la lunghezza, ma richiedono costanza. Sono più efficaci se inseriti in un piano multimodale.

No: possono alleviare il dolore in alcuni casi, ma non sciolgono la placca. Vanno proposte con aspettative realistiche.

In fase stabile, con curvature rilevanti o deformità complesse che impediscono i rapporti, o quando è presente disfunzione erettile non responsiva.

Sì, se noti dolore in erezione, nodulo o incurvamento. Una valutazione precoce consente di impostare la strategia più appropriata e ridurre l’impatto sulla qualità di vita.

Conclusioni e prossimi passi

L’Induratio Penis Plastica non è solo una questione “estetica”: può influire su funzione sessuale, autostima e relazione di coppia. La buona notizia è che oggi esistono percorsi personalizzati per ogni fase: dalla gestione del dolore e della curvatura fino alla correzione chirurgica quando necessario.

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